Torino, Milano, Roma le tappe scelte per presentare le ultime novità del produttore mondiale di dispositivi mobili Zte, azienda con sede a Shenzhen, in Cina, fondata nel 1985. Il road tour è partito all'indomani del Mobile World Congress di Barcellona, dove l’azienda era presente con la sua linea di prodotti pronta per la conquista del mercato europeo.
Arrivano i nuovi cinesi
Tra i dispositivi in mostra sul bus c'erano i due modelli della gamma di fascia alta Axon (Elite e la versione Mini Premium Edition, entrambi acquistabili online) e i modelli già disponibili sul mercato italiano, tra cui il Blade V6 (corpo in alluminio e display curvo, connessione 4G, processore quad-core da 1.3Ghz e fotocamera posteriore da 13Mpx e anteriore da 5Mpx con angolo di visualizzazione di 88° e funzione SelfieGesture).
Presentato anche il Blade A452, con batteria da 4000Mah di lunga durata, display 5’’ in alta definizione. Le app sono ottimizzate per sistema operativo Android Lollipop 5.1. L'opzione “smile” consente di scattare una foto semplicemente sorridendo.
E' uno smartphone? No, è un proiettore intelligente
L'oggetto più innovativo portato dal road tour di Zte è senza dubbio Spro2, uno 'smart projector' che monta Android come sistema operativo, ha un monitor tattile lcd da 5 pollici integrato, batteria da 6.300mAh che garantisce 3 ore di autonomia in mobilità per la proiezione di immagini. E' in pratica un proiettore di immagini (video, foto, internet, giochi) che con una scheda sim e la connessione dati può fare quasi tutto quello che fa un normale smartphone, a parte le chiamate voce. L'uso è pensato non solo in ambito professionale ma anche per l’intrattenimento domestico, compresi i videogiochi. Qui un video demo delle sue caratteristiche:
In Cina Zte è uno dei principali fornitori e partner di China Mobile, China Telecom e China Unicom, mentre sul mercato globale ha partnership con operatori come British Telecom, France Telecom, Vodafone, AT&T, T-Mobile, VimpelCom Orange, Telefonica, Telstra, Hutchinson e Telecom Italia. In Italia Zte è stata costituita nel 2007 ma soltanto dal 2014 la divisione Terminal è diventata una branca a sé con lo sviluppo di prodotti come smartphone e hotspot wifi, in collaborazione con gli operatori locali.
Tanti brevetti
Altro settore di grande interesse dell'azienda è quello dei brevetti: al 31 dicembre 2013 ne ha registrati più di 2.300 in Cina e sul mercato internazionale (al secondo posto al mondo per le domande di brevetti internazionali, secondo dati della World intellectual property organisation - Wipo). Sono stati 17.000 i brevetti rilasciati al 2014, di cui il 60% legati al 4G/Lte.
Una nuova professione, quella dello sviluppatore di applicazioni per dispositivi come smartphone, tablet e orologi smart. Il mercato delle app cresce del 30% l'anno è c'è grande bisogno di competenze specifiche. Le app sono anche un ecosistema economico: se ne creano migliaia ogni giorno. L'App economy in Italia nel 2014 aveva un valore di 25 miliardi di euro, nel 2016 si stima che supererà i 40 miliardi. Il predominio è delle app per dispositivi con sistema operativo Android, il più diffuso tra gli smartphone, presente su circa l'80% dei device.
Partnership tech-universitaria
Il progetto è nato nel 2014 per promuovere, grazie alla collaborazione tra mondo aziendale e accademico, l’inserimento dei giovani disoccupati in un percorso di formazione (in un Paese dove il tasso di disoccupazione tra giovani dai 15 ai 24 anni raggiunge il 35,3%) contribuendo a diffondere la cultura dell’innovazione e a sostenere la crescita di un mercato dinamico come la App economy e, di conseguenza, la competitività e lo sviluppo del Sistema Paese. Il corso si è svolto in due diverse edizioni - nel 2014 e nel 2015 - ed ha coinvolto 60 giovani talentuosi tra i 21 e i 35 selezionati tra oltre 400 candidati che hanno fatto domanda per le due edizioni in base a CV, competenze ed esito di colloqui motivazionali individuali
Le lezioni si sono tenute nell'aula multimediale allestita da Samsung al MIP Politecnico,
dotata di eboard, laptop, tablet, smartphone, e dispositivi indossabilia disposizione degli studenti, che hanno potuto anche testare in un contesto reale le differenti soluzioni proposte durante il periodo di formazione.
La prima edizione, nel 2014, era articolata su 18 giornate e 7 sessioni di laboratorio e ha fornito ai 30 studenti selezionati lezioni teoriche, sessioni di laboratorio e lavori di gruppo. Il programma formativo si è svolto in due moduli: 'Basi di programmazione', per l’apprendimento delle principali nozioni di sviluppo software, e 'Sviluppo Android', per l’acquisizione di competenze necessarie allo sviluppo di App sulla piattaforma.
Wearable e IoT
La seconda edizione si è conclusa lo scorso settembre, articolata su 20 giornate, con un programma formativo di 160 ore in tre moduli: 'Fondamentali per la creazione di servizi Mobile', sulle principali nozioni necessarie per iniziare a sviluppare servizi e applicazioni mobile, 'Sviluppo Android'. per acquisire le basi per lo sviluppo di App sulla piattaforma Android, e, in aggiunta rispetto alla prima edizione, 'Tecnologia Indossabile e Internet of Things' modulo dedicato alle app specifiche per un mercati in forte crescita.
I progetti
Tra i 16 progetti elaborati dagli studenti della seconda edizione ci sono “Safe2eat”, app che informa sugli allergeni presenti nei cibi; “Posto a sedere”, che permette di trovare velocemente la propria poltrona al cinema e a teatro anche quando si è in ritardo e in sala è già buio; “Cicero”, app che consente di creare percorsi di visita personalizzati nelle città d’arte italiane sulla base dei propri interessi; “CARe”, nuovo sistema di car sharing, per condividere la propria auto anche nei momenti in cui rimane inutilizzata in garage; “Quick”, una modalità innovativa per ordinare il proprio piatto al ristorante attraverso un QR Code; “Scribo”, che attraverso esercizi mirati, si propone di ridurre la disgrafia tra i più giovani.
Non solo nerd
Un mestiere per ingegneri e informatici? Tutt'altro. Tra i partecipanti si contano avvocati, archeologi, librai. Tutti interessati alla trasversabilità della formazione come sviluppatori di app. Il 95% di quelli che hanno frequentato l'App Academy hanno trovato lavoro, rileva il Politecnico. (Celia Guimaraes)
Era il primo aprile 1976 quando Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne fondavano la Apple (diventata nel 1977 Apple Computer Inc.), una piccola compagnia per la vendita del kit per computer Apple I. Negli anni è diventata per anni la più grande azienda del mondo per valore di mercato (fino a pochi mesi fa, quando è stata superata da Alphabet, la casa madre di Google).
Dalla nascita in un garage di Los Altos, California, a regina della Silicon Valley, Apple ha conosciuto stagioni di crescita e di stallo, con una immagine indissolubilmente legata a quella di Steve Jobs, più che cofondatore la vera 'anima' della mela. Oggi, a 40 anni di età, l'azienda di Cupertino è impegnata in un braccio di ferro planetario con l'Fbi sulla privacy e ha diversificato moltissimo la gamma di prodotti offerti, tanto è vero che ormai si parla anche di un'auto targata mela. La sua storia fatta di alti e bassi sta ancora metabolizzando la scomparsa di Jobs, nel 2011, e molti pensano che per Apple si sia chiusa un'epoca.
I giovani cercano nuovi social network, più moderni e adeguati alle loro esigenze. C'è tutto un mondo di app per loro, oltre al solito Facebook.
Ne vediamo alcune in questa puntata della nostra nuova rubrica App News, a cura di Celia Guimaraes, che ogni settimana ci guida nel mondo delle applicazioni in compagnia del Politecnico di Milano
Le app per la sicurezza e per le situazioni di emergenza: dalla unità di crisi della Farnesina alla Protezone civile, alla Croce rossa, ci offrono aiuto e consigli utili prima di un viaggio e nel caso dovessimo trovarci in aree colpite da disastri.
Le vediamo in questa puntata della nostra nuova rubrica App News, a cura di Celia Guimaraes, che ogni settimana ci guida nel mondo delle applicazioni in compagnia del Politecnico di Milano.
L'Fbi ha sbloccato lo smartphone dell'attentatore di San Bernardino, è stata ritirata l'ingiunzione ad Apple. "La nostra decisione di chiudere la causa si basa esclusivamente sul fatto che abbiamo potuto sbloccare il telefono senza compromettere alcuna informazione contenuta nell'iPhone", ha dichiarato il procuratore.
Non è ancora noto chi abbia aiutato l'Fbi a sbloccare il telefono né cosa contenga il dispositivo. Ma secondo alcune
notizie di stampa trapelate, il Bureau potrebbe avere avuto assistenza da una società israeliana, Cellebrite, molto nota nell'ambiente del 'forensics mobile'. (Servizio di Celia Guimaraes)
Il 30 gennaio 2014 Lenovo ha acquistato Motorola Mobility - storico marchio nato nel 1928 e Chicago e legato ai primordi della telefonia cellulare - per 2,91 miliardi di dollari. Il marchio apparteneva a Google, che si è tenuta il controllo della maggioranza del portafoglio brevetti.
L'acquisto è stato visto come un rafforzamento della posizione di Lenovo nel mercato degli smartphone con l'espansione dell'azienda cinese negli Stati Uniti e in Sud America, oltre che in Europa occidentale. "Lenovo ha le capacità di rendere Motorola Mobility un player globale nell'ecosistema Android", aveva detto allora un portavoce dell'azienda.
Nel gennaio 2016, però, nel corso del Ces di Las Vegas, la grande fiera dell'elettronica americana, il gruppo cinese ha annunciato la fine del 'brand' Motorola. Lenovo infatti ha deciso di eliminare la dicitura 'Motorola' per procedere gradualmente con una produzione di due dispositivi: 'Moto', che sarà d'ora in poi utilizzato per i prodotti di fascia alta, e 'Vibe', mirato a una fascia medio-bassa. Il perché della 'dismissione' dello storico brand ce lo ha raccontato in un'intervista realizzata al Mobile World Congress di Barcellona Maurizio Di Carlo, che di Lenovo-Motorola è Country smartphone manager mondiale.
Il produttore cinese da un paio di stagioni punta ad altri segmenti di mercato, non solo desktop e notebook, dove è il numero uno mondiale. Verso l’alto, l’espansione punta a “server e storage”; verso il basso, su tablet e smarthpone, per una copertura senza esclusione di alcun settore.
Internet è una novità a Cuba: ci sono lunghe file davanti ai negozi dove si può affittare un computer a ore per navigare. I cubani sono entusiasti delle possibilità offerte dalla Rete ma per loro il costo è proibitivo: circa due dollari l’ora. In alcuni luoghi particolari come i grandi alberghi c’è anche il wifi, ma è riservato a pochi.
C’è invece un atelier di un artista molto noto a Cuba e all'estero, Cacho, dove si naviga gratis. Nell'atelier la connessione viene messa gratuitamente a disposizione dei cittadini, così come alcuni prodotti Google che nell’isola sono ancora vietati. La rivoluzione a Cuba è anche questa.(Servizio dell'inviata Liana Mistretta)
E' italiano il primo brevetto al mondo di un robot flessibile, dalla forma che ricorda quella di un serpente: le due strutture "intrecciate" che lo costituiscono gli permettono di allungarsi e curvarsi evitando con precisione ogni ostacolo. Per questo il robot può essere utilizzato in medicina, per raggiungere un bersaglio preciso nel corpo umano senza danneggiare nulla, o nello spazio, per riparare satelliti o potrà essere utilizzato in operazioni di ricerca e soccorso in ambienti di difficile accesso.
Il robot flessibile è stato brevettato dal gruppo di ricerca guidato da Edoardo Sinibaldi, del Centro di MicroBioRobotica di Pontedera (Pisa) dell’IIT, in collaborazione con l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna.
La tecnologia consente al robot di costruirsi una guida tramite il suo stesso avanzamento, senza usare supporti esterni. Il robot è costituito da due strumenti flessibili identici e “intrecciati”, che avanzano uno sull’altro supportandosi a vicenda, in modo alternato. Ciascuno dei due strumenti può diventare temporaneamente rigido e guidare con precisione l’altro. Per cambiare rigidezza, la forma dello strumento flessibile viene stabilizzata tramite un’unica coppia di fili elettrici che portano corrente a piccoli blocchi di materiale piezoelettrico, un materiale speciale che si dilata quando percorso da elettricità.
“Siamo partiti da uno studio teorico e la configurazione “intrecciata” emersa come possibile soluzione al problema è assolutamente innovativa - racconta Edoardo Sinibaldi ingegnere aerospaziale, responsabile dello studio – ed è frutto di un lavoro lungo e articolato, in cui abbiamo saputo integrare e valorizzare le nostre competenze e l’anima multiculturale del nostro team di ricerca”. Nello studio sono coinvolti Byungjeon Kang e Risto Kojcev, entrambi allievi del dottorato in Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, rispettivamente ingegnere meccanico sudcoreano e ingegnere elettronico macedone.
Il prototipo sviluppato con il suo design flessibile dimostra performance superiori a quelli attualmente disponibili nel panoramica della robotica mondiale. Nei prossimi 3-5 anni potrebbero essere sul mercato i primi modelli sviluppati per applicazioni specifiche, che sfruttano l’innovazione del Centro IIT di Pontedera in collaborazione con l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna. Istituto di BioRobotica
Robot fatti con i Lego comandati con la voce via smartphone, robot-calciatore che ormai non solo partecipa alle partite ma riconosce chi gli sta davanti e risponde al saluto. Robot per il controllo domestico a distanza pensato, ad esempio, per essere utilizzato da un familiare per vedere da remoto se una persona anziana o sola sta bene. Robot che fanno canestro e che ballano il tip-tap. Sono alcuni degli esempi che abbiamo visto alla Rome Cup 2016, con la partecipazione degli istituti scientifici italiani e 156 team in gara. Non si tratta di un gioco, ma dell'innovazione che farà parte del futuro di questi ragazzi.
E la loro immaginazione non conosce limiti: da Scampia arriva un sistema di apertura e chiusura del garage di casa, posizionando la macchina già pronta per la partenza. Infine, un robot che insegue una pallina potrà domani diventare utile per raggiungere posti inaccessibili o troppo pericolosi per gli operatori umani.
Secondo dati dell'international federation of robotics, infatti, entro il 2018 ci saranno oltre un milione e trecentomila robot nelle fabbriche e il settore ora punta con decisione verso usi domestici dei robot.
A Roma ci sono stati tre giorni di gare tra gli studenti delle scuole di tutta Italia, laboratori, eventi e incontri con i protagonisti del settore, tra cui un talk show con tre ricercatrici, dette "Le donne geniali della robotica", a capo di team internazionali: Barbara Mazzolai, coordinatrice del Centro di micro-biorobotica dell'Istituto italiano di tecnologia di Genova; Cecilia Laschi, professore ordinario di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e Barbara Caputo, professore associato del Dipartimento di Ingegneria informatica dell'Università La Sapienza di Roma.
RomeCup 2016 è stata organizzata da Fondazione Mondo Digitale e Miur. Un'occasione anche per rilanciare le campagne europee 'eSkills for Jobs 2016' e 'Get Online Week 2016'.
Al termine delle fasi finali delle gare sono stati consegnati i premi ai team vincitori delle nove categorie in gara. Le squadre vincitrici delle selezioni nazionali RoboCup Junior andranno a Lipsia in Germania dal 30 giugno al 3 luglio per i mondiali di robotica. (Celia Guimaraes)
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Con la primavera e le belle giornate torna la voglia di viaggiare: ecco le app per organizzarsi al meglio, dalla gita fuori porta al soggiorno all'estero.
Una volta arrivati a destinazione, Musement consente l'acquisto guide locali, ingressi in musei e tante altre opzioni per conoscere una nuova località, sia per i ragazzi in gita, sia per le famiglie con bambini. Altra applicazione che fornisce guide di viaggio per città, regioni, paesi è TripWolf. Senza dimenticare Airbnb, app che consente di trovare affitti per brevi periodi in alternativa all'hotel.
Le vediamo da vicino in questa puntata della nostra nuova rubrica AppNews a cura di Celia Guimaraes, che ogni settimana ci guida nel mondo delle applicazioni in compagnia del Politecnico di Milano